Evento - Testimonianza di Francesco Dal Poz

da un'idea di Mauro Benetton

con la collaborazione di Patrizia Nappa ed Elvira Durante

COS'È "CARA SLA"

“Cara SLA” è un evento - testimonianza dove tramite parole, immagini e musica, il giovane cantautore Francesco Dal Poz racconta la forte esperienza vissuta aiutando Mauro Benetton, un amico malato di SLA, a scrivere il libro “La coccinella”.

 

È stata un’esperienza talmente profonda e toccante che è diventata quasi una necessità volerla condividere con più persone possibili, in particolare con gli studenti delle scuole medie e superiori.

 

 

“Sorrido.

La vita è così e io amo la mia.

A ognuno dico:

amate la vita semplicemente perché è vita.”

 

Mauro Benetton

OBIETTIVI

Gli obiettivi sono i seguenti:

  • portare un messaggio positivo di vita, di speranza, di rinascita tramite il racconto della storia di Mauro e dell’esperienza vissuta insieme a Francesco.
  • stimolare la riflessione sui valori fondamentali dell’Esistenza come la vita stessa, il coraggio e l’entusiasmo
  • far comprendere come un’apparente disgrazia possa tramutarsi in opportunità
  • stimolare la riflessione anche grazie all’utilizzo di musica, immagini e video.

L'EVENTO

“Cara SLA” è un evento - testimonianza dinamico e coinvolgente in cui, con positività e naturalezza, l’ascoltatore viene accompagnato lungo il racconto dell’esperienza vissuta da Mauro e Francesco, a tratti divertente, a tratti riflessivo.

Non si parla esplicitamente di malattia.

 

COSA SI RACCONTA?

Francesco ha 21 anni quando suo padre un giorno gli dice che Mauro Benetton, un suo caro amico colpito dalla S.L.A., vuole scrivere un libro; gli riferisce inoltre che Mauro vorrebbe fosse proprio Francesco ad aiutarlo.

Il giovane cantautore resta spiazzato e non sa cosa rispondere: infatti, quello è un momento molto particolare per Francesco perché, dopo due anni di silenzio interiore, è appena ripartito con il suo progetto cantautorale, assistito e accompagnato da professionisti del settore. Inizia così subito a pensare che non vuole distrazioni, non ha tempo, non ha la più pallida idea di come si possa collaborare con un malato di S.L.A. e non trova il senso di scrivere un libro che probabilmente non verrà letto quasi da nessuno.

C’è però una parte di lui che lo spinge a buttarsi in quest’avventura e dice di sì.

Mauro, già in quel momento, è completamente paralizzato sul letto e ha come unico modo di comunicare il puntatore oculare, un dispositivo che permette di scrivere con gli occhi; intendono entrambi che il miglior mezzo di comunicazione per la realizzazione del libro è l’utilizzo delle e-mail.

Comincia così uno scambio tramite posta elettronica, grazie alla quale Mauro invia a Francesco delle lettere per raccontare le sue esperienze passate, ma soprattutto cosa sta provando in quel momento, le difficoltà che stanno incontrando lui e la sua famiglia e il modo in cui stanno reagendo.

Francesco resta profondamente colpito e, dopo mesi di lavoro per riscrivere e rielaborare le mail di Mauro, nasce il libro “La coccinella”.

La soddisfazione di aver completato il libro è enorme, ma in Francesco è ancora salda l’idea che il libro comunque non verrà letto da nessuno: al cantautore però non importa più perché l’aspetto più importante è aver vissuto una delle più forti e toccanti esperienze della sua vita.

Con enorme sorpresa, però, il libro ha un grande riscontro tra il pubblico e la stampa: svariate centinaia di copie vendute, arriva ad essere il libro più venduto su ilmiolibro.it (sito con all’attivo 35.000 autori), ne parlano giornali, televisioni e non tarda a mancare l’appoggio di personaggi pubblici e l’aiuto concreto di chi ha preso a cuore quella realtà.

Mauro allora esprime il sogno che il messaggio contenuto nel libro, insieme alla sua forza e la sua energia, arrivi a tutti, in particolare ai giovani; Francesco, con l’appoggio di Elvira Durante e Patrizia Nappa, crea l’evento “Cara S.L.A.” che ad oggi conta svariati eventi pubblici, nelle scuole e all’interno del carcere minorile di Treviso.

 

Curiosità: il titolo del libro vuole ricordare la coccinella che si posiziona sul lampadario - che Mauro è “costretto” a guardare tutto il giorno essendo paralizzato sul letto - proprio nel momento in cui lui comincia a chiedersi se mai sarebbe riuscito a scrivere un libro; quella coccinella rimane lì per due settimane ed è ancora lì quando il padre di Francesco fa visita a Mauro quel fatidico giorno.

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